Accogliere la parola: Uno per uno, una per una

Iniziare un percorso psicologico è un’azione che implica una decisione. Si tratta di un atto attraverso il quale la persona riconosce che c’è qualcosa che la fa soffrire e che ha bisogno di trovare una cura. A volte si arriva ai colloqui dopo diverse visite presso altri professionisti o dopo aver intrapreso attività differenti nel tentativo di stare meglio. Oggi è anche frequente svolgere ricerche online prima di rivolgersi a uno specialista.

Non è facile intraprendere un percorso psicologico, perché significa confrontarsi con questioni intime, spesso anche sconosciute a sé stessi. Questo può generare paura, resistenze, disagio, vergogna, confusione. La prima cosa che mi sta a cuore, nel lavoro con i miei pazienti, è che sentano la libertà di parlare. Nel mio studio si può dire ciò che si sente, senza restrizioni. Perché? Perché solo così posso conoscere la persona e trovare il modo più adeguato per aiutarla a stare un po’ meglio.

Mi sono laureata in Psicologia e ho deciso di dedicare la mia vita alle problematiche della salute mentale. Un desiderio profondo mi ha portata a conseguire la laurea e a intraprendere ulteriori studi per ampliare le mie conoscenze.

Poco dopo la laurea ho incontrato la Psicoanalisi di Orientamento Lacaniano, un approccio che mette al centro la parola, i significanti che hanno segnato la persona fin dalla nascita e l’ascolto singolare, uno per uno. Si tratta di accogliere il soggetto, le sue difficoltà, il suo modo unico di vivere e di agire, le sue sofferenze e le sue angosce, e di mettersi al lavoro insieme. È una ricerca della cura attraverso le parole. Non è un percorso semplice: non ci sono garanzie anticipate né protocolli universali. Gli effetti di questa pratica possono essere valutati solo après coup, a posteriori.

Per garantire una buona pratica, la psicoanalisi si articola su tre assi fondamentali: l’analisi personale, che consente un ascolto libero da pregiudizi e da questioni personali; il controllo o supervisione, che permette di esaminare con attenzione il caso singolo e orientare la direzione della cura; e la formazione continua, che mantiene il professionista attivo nello studio e aggiornato rispetto alle trasformazioni del proprio tempo.

"Relatività", Escher, 1953

Indirizzo

Rimini - Via Montefeltro, 29 

Contatto telefonico